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Benvenuti con gioia in questo sito che è stato creato in comunione con la preghiera di tanti, per la guarigione, liberazione e consolazione interiore, nel nome di Gesù e di Maria che Vi accolgono e Vi benedicono.
Padre Enzo Ricci - Pastorale delle guarigioni
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"La gioia risiede nel più intimo dell'anima, la si può possedere in un'oscura prigione come in un palazzo sfavillante" (S. Teresa di Lisieux)

Preghiera del "buonumore" di San Tommaso Moro
Signore, donami una buona digestione e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla.
Donami, Signore, un’anima semplice che sappia far tesoro di tutto ciò che è buono e non si spaventi alla vista del male, ma piuttosto trovi sempre il modo di rimettere le cose a posto.
Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri, i lamenti e non permettere che mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo ingombrante che si chiama «io».
Dammi, Signore, il senso del buon umore. Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo per scoprire nella vita un po’ di gioia e farne parte anche agli altri. Amen.

CATECHESI SULLA "GIOIA"
NEI MESSAGGI DI MEDJUGORJE
Messaggio del 25 agosto 2010: "Cari figli, con grande gioia anche oggi desidero nuovamente invitarvi: pregate, pregate, pregate. Questo tempo sia per voi tempo per la preghiera personale. Durante la giornata trovate un luogo dove, nel raccoglimento possiate pregare con gioia. Io vi amo e vi benedico tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Messaggio del 25 luglio 2010: "Cari figli, vi invito di nuovo a seguirmi con gioia. Desidero condurvi tutti a mio Figlio, nostro Salvatore. Non siete consapevoli che, senza di Lui, non avete né gioia, né pace, né avvenire, né vita eterna. Per questo, figlioli, approfittate di questo tempo preghiera gioiosa e di abbandono. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Messaggio del 25 giugno 2010 (29° anniversario delle apparizioni): "Cari figli, con gioia vi invito tutti a vivere i miei messaggi con gioia, soltanto così figlioli, potrete essere più vicini al mio Figlio. Io desidero guidarvi tutti soltanto a Lui e in Lui troverete la vera pace e la vera gioia del vostro cuore. Vi benedico tutti e vi amo con amore immenso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Messaggio del 25 marzo 2010: “Cari figli, anche oggi desidero invitarvi tutti ad essere forti nella preghiera e nei momenti in cui le prove vi assalgono. Vivete nella gioia e nell'umiltà la vostra vocazione cristiana e testimoniate a tutti. Io sono con voi e vi porto tutti davanti al mio figlio Gesù e Lui sarà per voi forza e sostegno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
Messaggio a Marija del 1° Gennaio 2010: “Cari figli, vi ringrazio. Voi siete la mia speranza, vi benedico tutti. Voi siete la mia gioia. Continuate a convertirvi e vivete i miei messaggi con gioia”.
Messaggio del 25 dicembre 2009: “Cari figli, in questo giorno di gioia vi porto tutti davanti a mio Figlio Re della pace affinché vi dia la sua pace e benedizione. Figlioli, condividete questa pace e benedizione con gli altri nell’amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
Messaggio del 25 Novembre 2009: "Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito tutti a rinnovare la preghiera nelle vostre famiglie. Preparatevi con gioia alla venuta di Gesù. Figlioli, siano i vostri cuori puri e accoglienti affinché l'amore e il calore comincino a scorrere attraverso di voi in ogni cuore che è lontano dal Suo amore. Figlioli, siate le mie mani tese, mani d'amore per tutti coloro che si sono persi, che non hanno più fede e speranza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Messaggio del 25 Ottobre 2009: “Cari figli, anche oggi vi porto la mia benedizione e vi benedico tutti e vi invito a crescere su questa strada che Dio ha incominciato attraverso di Me per la vostra salvezza. Pregate, digiunate e testimoniate con gioia la vostra fede, figlioli, e il vostro cuore sia sempre riempito di preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Messaggio del 25 Settembre 2009: "Cari figli, insistentemente lavorate con gioia sulla vostra conversione. Offrite tutte la vostre gioie e tristezze al mio cuore Immacolato cosicché vi possa guidare tutti al mio Figlio prediletto affinché nel suo cuore troviate la gioia. Sono con voi per insegnarvi e guidarvi verso l’eternità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
Messaggio del 25 giugno 2009: “Cari figli, gioite con me, convertitevi nella gioia e ringraziate Dio per il dono della mia presenza in mezzo a voi. Pregate che nei vostri cuori Dio sia al centro della vostra vita e testimoniate con la vostra vita, figlioli, affinché ogni creatura possa sentire l’amore di Dio. Siate le mie mani tese per ogni creatura, affinché ognuna si avvicini al Dio dell’amore. Io vi benedico con la materna benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

CATECHESI SULLA "GIOIA" nella chiesa orientale
Inno a Maria nella Liturgia della Chiesa Orientale
Gioia a Te, stella che annuncia il Sole! Gioia a Te, preludio delle meraviglie del Cristo! Gioia a Te, che hai piantato Colui che pianta la nostra vita! Gioia a Te, madre dell’Agnello e del Pastore! Gioia a Te, aurora del giorno misterioso! Gioia a Te, riparo per il mondo più ampio del firmamento! Gioia a Te, terra della promessa! Gioia a Te, che facesti risplendere l’immagine della risurrezione! Gioia a Te, che donasti la luce al Liberatore dei prigionieri!Gioia a Te, amore vincitore di ogni desiderio! Gioia a Te, dimora del Dio infinito!

CATECHESI SULLA "GIOIA"
NEL MAGISTERO dei pontefici
paolo vi
Gaudete in domino
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BENEDETTO XVI
IL MONDO HA BISOGNO DI RISCOPRIRE LA GIOIA DELLA FEDE
ROMA, domenica, 10 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Il mondo “che brancola spesso nelle tenebre del dubbio”, ha bisogno di riscoprire la gioia della fede, ha detto questa domenica Benedetto XVI nel battezzare sette bambini e sette bambine nella Cappella Sistina. E’ “un grande giorno” per questi bambini, ha detto il Papa durante una omelia interrotta a più riprese dai pianti dei neonati. “Con il Battesimo”, ha assicurato, “divenuti partecipi della morte e risurrezione del Cristo, iniziano con lui l’avventura gioiosa ed esaltante del discepolo”. “Anche ai nostri giorni la fede è un dono da riscoprire, da coltivare e da testimoniare”, ha continuato. Per questo motivo, il Papa, rivolgendosi ai presenti, in particolare ai padri e ai padrini di Battesimo, ha auspicato che “il Signore conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani”.
Il Papa agli ex alunni: la gioia di conoscere Dio spiega la missione
CASTEL GANDOLFO, lunedì, 31 agosto 2009 (ZENIT.org).- Solo se conosciamo Dio, e la sua volontà ci suscita gioia, il cristianesimo diventa missionario, ha affermato Benedetto XVI questa domenica nella Cappella del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo durante la Messa conclusiva dell'incontro con il circolo dei suoi ex alunni dell'Università di Ratisbona, celebrato dal 28 al 30 agosto. Il Papa ha esortato a leggere la Bibbia per ascoltare il messaggio di Gesù e conoscere come Dio si avvicina a noi, ricorda la “Radio Vaticana”.Se vogliamo ascoltare integralmente il messaggio di Gesù, il modo in cui ci guida a Dio, se vogliamo conoscere come Dio si fa vicino a noi dobbiamo leggere l'Antico e il Nuovo Testamento, ha detto. Nella Scrittura c'è la legge che Dio ha dato agli uomini, ha aggiunto, che non deve essere vista come un giogo, una schiavitù, ma al contrario dona saggezza, la vera conoscenza, indica come essere e come vivere e deve essere causa di grande gioia. Il Pontefice ha sottolineato che la gioia deve essere il segno che distingue il cristiano perché conosce la volontà di Dio, perché la Legge è espressione anche dell'amicizia di Dio, è parola che libera, che dà forza e purifica (omissis).
BENEDETTO XVI: IL SACERDOTE SIA L' UOMO DELLA GIOIA E DELLA SPERANZA
Videomessaggio al ritiro internazionale di sacerdoti ad Ars - CITTA' DEL VATICANO, martedì, 29 settembre 2009 (ZENIT.org).- Una delle sfide più grandi del nostro tempo per il sacerdote è essere "non per se stesso, ma per tutti", ha affermato Benedetto XVI in un videomessaggio diffuso questo lunedì in occasione del ritiro internazionale di sacerdoti in svolgimento ad Ars (Francia) fino al 3 ottobre sul tema "La gioia del sacerdote consacrato per la salvezza del mondo". Il Pontefice si è rivolto ai partecipanti all'incontro sottolineato che il presbitero, "uomo della Parola divina e del sacro, deve oggi più che mai essere uomo della gioia e della speranza". "Agli uomini che non possono concepire che Dio sia puro amore, egli dirà sempre che la vita vale la pena di essere vissuta e che Cristo le dà tutto il suo senso perché Egli ama gli uomini, tutti gli uomini", ha spiegato. "In questo Anno Sacerdotale siamo tutti chiamati a esplorare e a riscoprire la grandezza del sacramento che ci ha configurati per sempre a Cristo Sommo Sacerdote e che ci ha tutti consacrati nella verità".
Anno Paolino e Anno Sacerdotale. Nel suo discorso, il Papa ha spiegato che il sacerdote, "scelto fra gli uomini", "resta uno di essi ed è chiamato a servirli donando loro la vita di Dio". In questo contesto, ha citato San Paolo (2 Cor 4,7) ricordando che "la nostra vocazione sacerdotale è un tesoro che conserviamo in vasi di creta".L'Apostolo delle Genti, ha sottolineato, "ha espresso felicemente l'infinita distanza che esiste fra la nostra vocazione e la povertà delle risposte che possiamo dare a Dio". Per questo, si può dire che esista "un legame segreto che unisce l'Anno Paolino e l'Anno Sacerdotale". "Noi udiamo ancora e conserviamo nell'intimo del nostro cuore la commovente e fiduciosa esclamazione dell'Apostolo che dice: 'Quando sono debole, è allora che sono forte' (2 Cor 12, 10). La consapevolezza di questa debolezza apre all'intimità di Dio che dà forza e gioia. Più il sacerdote persevererà nell'amicizia di Dio, più continuerà l'opera del Redentore sulla terra".
Preghiera per le vocazioni. Il Pontefice ha quindi salutato "con un affetto particolare" i sacerdoti "che si prendono cura di molte chiese e che si prodigano senza limiti per mantenere la vita sacramentale nelle loro diverse comunità", sottolineando che la riconoscenza della Chiesa nei loro confronti è "immensa"."Non perdetevi d'animo, ma continuate a pregare e a far pregare affinché molti giovani accettino di rispondere alla chiamata di Cristo che non smette di volere fare crescere il numero dei suoi apostoli per mietere i suoi campi", ha esortato. Allo stesso modo, li ha invitati a pensare alla grande diversità dei ministeri che esercitano al servizio della Chiesa, per percepire "la fecondità infinita del sacramento dell'Ordine". "Le vostre mani, le vostre labbra, sono divenute, per un istante, le mani e le labbra di Dio. Portate Cristo in voi; siete, per grazia, entrati nella Santissima Trinità". Questa considerazione, ha constatato, "deve portare ad armonizzare le relazioni fra sacerdoti al fine di realizzare quella comunità sacerdotale alla quale invitava San Pietro (cfr 1 Pt 2, 9) per costruire il corpo di Cristo e costruirvi nell'amore (cfr Ef 4, 11-16)".
Il sacerdote, uomo del futuro. "Il sacerdote è l'uomo del futuro: è colui che ha preso sul serio le parole di Paolo: 'Se dunque siete risorti in Cristo, cercate le cose di lassù'", ha proseguito Benedetto XVI, ricordando che ciò che il presbitero fa sulla terra "fa parte dei mezzi ordinati al Fine ultimo". La Santa Messa è il "punto unico di congiunzione fra il mezzo e il Fine, poiché ci permette già di contemplare, sotto le umili specie del pane e del vino, il Corpo e il Sangue di Colui che adoreremo per l'eternità". Per questa ragione, il Papa ha incoraggiato i sacerdoti "a rafforzare la vostra fede e quella dei fedeli nel Sacramento che celebrate e che è la sorgente della vera gioia"."Possiate, durante questo ritiro spirituale, sperimentare in modo profondo l'Intimo Indicibile per essere perfettamente uniti a Cristo al fine di annunciare il suo amore attorno a voi e di essere totalmente impegnati al servizio della santificazione di tutti i membri del popolo di Dio!", ha concluso.

 
    
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